Cessione del Quinto

Cessione del Quinto
Cessione del Quinto

La cessione del quinto dello stipendio è una particolare forma di prestito personale che, come suggerisce il nome, viene rimborsato attraverso una trattenuta sulla propria busta paga per un massimo del 20% della quota totale dello stipendio.

Come formula di finanziamento vanta una storia piuttosto antica, essa nacque infatti con l’Unità d’Italia sul volere del Re Vittorio Emanuele II per aiutare i dipendenti pubblici.

La Cessione del quinto è infatti da sempre la scelta di prestito privilegiata non solo da questi ultimi ma anche dagli stessi istituti di credito poiché possono contare su una entrata mensile fissa e garantita del richiedente.

Come previsto dall’ultimo aggiornamento del D.P.R. 180/50 con la Legge 14 maggio 2005 n. 80 “recante disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”, possono accedere al prestito tutte le categorie di lavoratori dipendenti statali e para-statali nonché delle aziende private.

La novità dell’aggiornamento ministeriale consiste nell’aver incluso nei beneficiari anche i pensionati di tutti gli Enti Pensionistici.

Nella richiesta di cessione del quinto è ovviamente coinvolto anche il datore di lavoro che è obbligato per legge ad accettare la richiesta rimanendo, tuttavia, assolutamente esente da qualsiasi insolvenza del beneficiario.

Nel caso di dimissioni o licenziamento il datore di lavoro è altresì obbligato a trattenere ogni somma maturata dal dipendente al fine di estinguere il debito.

La rata del rimborso è fissata ad un massimo del 20% (un quinto per l’appunto) della quota totale dello stipendio e resta contrattualmente fissa con una durata massima di 120 mensilità ad un tasso d’interesse fisso.

È necessaria anche la stipula di una polizza assicurativa per tutelare la società erogatrice del prestito in caso di morte o perdita del lavoro del beneficiario.