Cancellazione Cattivi Pagatori

Cancellazione cattivi pagatori
Cancellazione cattivi pagatori

Un ritardo nel pagamento delle rate ad una banca o ad un istituto di credito purtroppo determina l’iscrizione all’albo dei cattivi pagatori da parte del CRIF. L’albo è una sorta di “lista nera” che raccoglie tutte le informazioni relative al pagatore, alle caratteristiche dell’insolvenza e dei finanziamenti richiesti.

Esistono ben tre banche dati che conservano le suddette liste ognuna delle quali regolata da specifiche normative e chiamate complessivamente centrali di rischio. La centrale rischi pubblica, gestita dalla Banca d’Italia, raccoglie principalmente i nominativi di tutti quei clienti che hanno ottenuto prestiti per cifre superiori ai 75 mila euro.

Una seconda lista gestita dalla SIA, Società interbancaria per l’automazione, include i clienti che hanno ricevuto dei pagamenti che vanno dai 30 mila ai 75 mila euro; infine varie banche dati private gestiscono la lista dei cattivi pagatori che hanno ricevuto un finanziamento inferiore ai 30 mila euro.

Poiché ogni società finanziaria ed ogni banca hanno accesso alla lista al fine di verificare l’attendibilità dell’eventuale mutuante, per un cattivo pagatore è impossibile vedersi elargire un ulteriore prestito. Non resta altro, dunque, che aspettare di essere cancellati dalle liste per poter usufruire di un nuovo finanziamento.

Inizialmente la cancellazione dal CRIF avveniva entro un anno dalla regolamentazione del pagamento per gli iscritti delle prime due liste, ed entro due anni per quelli iscritte nelle banche dati private. Una delibera del 2004 emanata dal Garante della Privacy ha però stabilito entro un anno i termini della cancellazione da ogni lista.

Per poter conoscere la propria posizione all’interno delle centrali rischi è necessario formulare una formale richiesta alle stesse o presso la camera di commercio.